Spazio di ascolto per alunni-insegnanti-genitori presso la scuola secondaria di primo grado “M. Maltoni” di Pontassieve
Nella nostra società si sta evidenziando un progressivo prolungamento di comportamenti adolescenziali in età adulta, per cui emergono sempre più difficoltà nella coppia genitoriale ad adottare una funzione di sostegno e di guida alla crescita.
Si passa da un comportamento iperprotettivo ed inibitorio alla difficoltà di porre confini e limiti. Alla funzione di ascolto, intesa come attenzione alla particolarità delle problematiche di ciascun ragazzo, viene concesso sempre minor tempo e disponibilità; a queste mancanze si sopperisce spesso con concessioni che non sono commisurate alla maturità psicologica dei ragazzi, alimentando sentimenti di pretesa, difficoltà a tollerare l’attesa, e aggressività (tra genitori e figli la contrattazione è eccessiva, lo sta diventando altrettanto nelle classi).
Tutto questo non favorisce lo sviluppo armonico dei vari aspetti della personalità, unico obiettivo di un atto educativo e di ogni azione pedagogica consapevole, e si riflette nel percorso di crescita dei figli con difficoltà e disturbi nei processi di apprendimento e nelle relazioni interpersonali.
Nella scuola, che ai nostri giorni, rappresenta un luogo cardine dell’apprendimento e di confronto e sviluppo della socialità, si evidenziano i primi disagi, che aumentano man mano che si allarga la forbice tra età di appartenenza e le competenze proprie di quella età. Nella scuola secondaria di primo grado, in particolare, le difficoltà diventano ancora più evidenti sia per il livello di complessità delle proposte conoscitive, sia per il delicato processo di sviluppo dei ragazzi di questa età. Il disagio diventa meno latente e meno gestibile, più esplicito e sofferto talvolta per la prima volta nell’esperienza genitori-figli.
Anche i genitori si trovano più in difficoltà perché lo sviluppo e la socialità del figlio si estendono oltre la costellazione familiare rendendo più evidenti inadeguatezze fino a quel momento eluse.
Tutto ciò premesso, l’esperienza, l’osservazione e lo studio condotti negli ultimi nove anni, oltre mille consulenze effettuate, ci hanno rafforzato nella convinzione dell’importanza, della costruzione di un osservatorio, all’interno della scuola, che si faccia carico di queste problematiche e che promuova attenzione, ascolto ed elabori strategie di aiuto che tengano conto del fatto che i ragazzi sono ancora in una fase evolutiva.
Per cercare di far fronte alle problematiche sopra descritte, è stato messo a punto, attraverso un processo sperimentale, un modello integrato di intervento per la risoluzione del conflitto e la riduzione del disagio. Questo modello prevede intereventi di aiuto agli alunni, ai genitori e agli insegnanti, secondo modalità qui di seguito brevemente esposte:
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Con le famiglie: favorendo percorsi di avvicinamento alla famiglia verso la scuola, dando spazio e rilevanza alle voci dei genitori relativamente a situazioni educative familiari, situazioni educative scolastiche, problematiche relazionali nell’ambito della famiglia (relazione figli-genitori-fratelli) e della scuola (relazione ragazzi-insegnanti-compagni). Con i genitori si cerca di strutturare una relazione collaborativi e di un clima di alleanza, accogliendo le loro difficoltà educative e orientandoli attraverso indicazioni pedagogiche.
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Con gi alunni: accogliendo il conflitto che si accompagna al disagio e che, spesso, sottostà alle difficoltà di apprendimento e di rendimento. Orientando in senso evolutivo sia i processi di socializzazione tra pari che gli schemi cognitivi individuali.
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Con gli insegnanti: fornendo consulenza e chiarificazione delle dinamiche in situazioni problematiche e con gli alunni problematici, facilitando ad una lettura dinamica dei comportamenti (del singolo alunno e nell’interazione con la classe)dando stimolo per l’osservazione, la rilevazione e la restituzione dei cambiamenti.
L’obiettivo di questo spazio è quello di fornire agli alunni, alle loro famiglie e agli insegnanti un servizio dove possano essere accolte le istanze di livelli differenti di problematiche, da quelle più strutturate alle emergenze situazionali.
Lo “Spazio di Ascolto” si caratterizza come luogo dove il soggetto (alunno, figlio, ragazzo, genitore, insegnante) può portare il proprio disagio e trovare, attraverso l’aiuto competente, soluzioni che orientino in senso evolutivo queste manifestazioni di sofferenza.
Lo “Spazio di Ascolto” è stato istituito, per il sesto anno consecutivo nella nostra scuola, su delibera del Collegio dei Docenti.
Per accedere alla consulenza dell’esperto si può concordare un appuntamento tramite la segreteria della scuola.
